Spettri e streghe
Qui sono raccolte tutte le entità paranormali nascosti in Liguria. Scoprirete storie di vendetta ma anche malinconiche e allo stesso tempo mitiche!
Il bambino di Via Luccoli
Il Bambino di via Luccoli
Noto per i suoi negozi, è il luogo in cui si vede girare il fantasma di un bambino. Se per caso ti senti triste e giri da quelle parti, potresti incrociare il piccolo spettro che ti sorride, come se vuole rallegrarti, per poi sparire nel nulla. Nonostante questa piccola apparizione, sentirai dentro di te un momento di pace che ti libera dei tuoi problemi.
Via Luccoli, Genova
La cantante del Carlo Felice
La cantante del Carlo Felice
Tra i canti lirici dentro il palco e i camerini degli attori si aggira lo spirito di una donna dal velo rosso e dal profumo di rosa. Si tratta dello spettro di Leila Carbone. Nota per le sua capacità canore, riuscì ad attirare l’attenzione di un ricco rampollo, facendo nascere tra i due un grande amore. La madre del rampollo però non vedeva di buon occhio la donna e dunque, per disfarsene, riuscì ad incastrarla accusandola di stregoneria. La donna venne imprigionata e interrogata fino a quando, poco prima della condanna e per via dei dolori inflitti, la donna morì. Ora il suo spirito gira ancora nei camerini del teatro, ripensando al suo tragico destino.
Teatro Carlo Felice, Genova
Lo spettro della chiesa di San Donato
Lo Spettro alla chiesa di San Donato
Luogo seguito dai cristiani, la chiesa nasconde un misterioso spettro dalla veste rossa che compare solo nei giorni autunnali. Lo spettro appartiene a Stefano Raggi, nobile del ‘600, noto per il suo carattere difficile. Infatti non era raro che di solito cominciava a fare risse con gli altri. Quando autorità o abitanti gli davano la caccia, lui saliva sempre sul campanile di San Donato, dove sparò a tutti come se fosse un cecchino. Una volta cercò di salvare il figlio dal bando, senza successo, finendo per criticare il doge e la repubblica di Genova. Alla fine venne arrestato per cospirazione, senza alcun successo di giustificarsi. Senza speranze, scelse la strada del suicidio, uccidendosi dentro la cella. Da allora si narrano ancora voci che il suo spettro si aggiri per la chiesa di San Donato, suo nascondiglio preidiletto.
Chiesa di San Donato
Le streghe di Basura
Le streghe di Basura
Nel processo della Santa Inquisizione del 1587-89, a Triora vennero condannate e uccise delle donne considerate streghe, e si dice che le loro anime vendicatrici non abbiamo mai abbandonato quei posti. Secondo le leggende, le streghe, prima di essere scoperte e processate, attivano riunioni di stampo satanico nei pressi del laghetto e delle cascate del Lago Degno. Durante queste riunioni segrete si diceva che apparisse il Diavolo in persona che, lanciandosi sul fuoco, creava cenere maledetta che le streghe utilizzavano per creare carestie, spargendo nei campi. Fra Pignone e Cassana, frazioni di Borghetto di Vara nello Spezzino, esistono due cavità rocciose dette Bocca delle Streghe, in quanto la leggenda vuole che l’aria fredda che ne esce sia l’alito della strega che vi abitava in passato. Si dice che derivazioni delle streghe “basurie” siano sparse in tutta la liguria. Ci sono quelle riconducibili alle anime in pena e quelle più mostrifere, con la facoltà di trasformarsi in animali per confondersi e sfuggire ai persecutori.
Strega al lago
La Fosca e i fantasmi del Savignone
La Fosca e i fantasmi di Savignone
Durante le notti tempestose, gli spettri si riuniscono per celebrale la relazione tra la Fosca Isabella Fieschi e il suo amante segreto, che si presentano sotto forma di fiammelle danzanti. Isabella era figlia di un conte del fedo di Savignone. Un giorno un duca di Milano si innamorò di lei e i due convolarono a nozze. I costumi di Milano però corruppero la timida Fosca, che divenne più violenta e volgare. Questo non fece altro che lasciare alle città che visitava una brutta figura di sé. Dunque la nobile decise di nascondersi nel castello Fieschi (Montoggio), la sua dimora dove riceveva la visita di un amante che fece salire tramite una fune legata alla torre. Suo marito, scoperta la relazione, ammazzò il ragazzo per poi gettarlo nel burrone del castello. Fosca per vendicarsi avvelenò in segreto il vino del marito, uccidendolo. Da allora, gli spettri dei servi che l’hanno seguita celebrano ancora l’amore tra lei e il suo amante.
Rovine castello dei Fieschi, Montoggio
La vecchina di Vico dei Librai
La vecchina di Vico dei Librai
Genova è nota per la sue strade peculiari, diventando un enorme labirinto, tanto che i cittadini non si accorgono di strade scomparse. Questo è il caso dello spettro di una vecchina che chiede di Vico dei Librai, vicolo che si trovava nel quartiere di Portoria ma che poi fu scomparsa a fine anni 60 per dare spazio agli altri edifici. Se solo si provava a parlare con la vecchina, lei scompare, cercando il vicolo per se.
Quartiere di Portoria, dove un tempo c’era Vico dei Librai, Genova
Nina Giustiniani
Nina Giustiniani
Un triste scenario per una donna sentita rifiutata; questa è la triste fine di Nina Giustiniani, marchese genovese che nonostante sia sposata, ebbe una forte relazione clandestina con Camillo Benso Cavour, con tanto di chiacchere tramite lettere. Quando Cavour dovette tornare a Torino, Nina cadde in una profonda depressione. Molti erano i tentativi di entrambi per ricongiungersi ma tutte vane. Un giorno Cavour decise di scrivere una lettera di rassicurazione per calmare Nina, scrivendole di stare al sicuro a Genova. Quando la marchese ricevette la lettera però, la scambiò per una lettera di rifiuto. Per il dolore Nina, a soli 34 anni, si suicidò gettandosi dal terrazzo del Palazzo Lercari Parodi. Si dice che ancora oggi il suo spirito compaia come una macchia ai piedi del palazzo.
I cavalieri del Monte Fasce
I cavalieri del Monte Fasce
I mercanti temevano di passare la notte nei borghi del monte, dato che la notte si aggirassero cacciatori notturni detti Beatrici, che regalano selvaggina ai viandanti, ma che poi all’alba si scopre che sono parti di uomini mutilati.
Cavalieri in Penombra
I fantasmi del mare di Albisola
I fantasmi al mare di Albisola
Ad Albisola Superiore si narra che durante la Notte dei Morti le anime di tutti coloro che morirono in mare e che non vennero più ritrovati si radunano presso la collina del Bricco Spaccato, risalendo dalle acque sotto forma di fuochi fatui sospinti dal vento. Al primo rintocco della mezzanotte le anime trasfigurano, assumendo l’aspetto di evanescenti forme umane che cercano di afferrare per i capelli chiunque incontrino, fino al canto del gallo quando lentamente si dissolvono in nebbia per poi fare ritorno al mare.
Questo testo è basato parzialmente sull’articolo: “I fantasmi del mare nelle due Albisole” a cura di “Liguria Nautica” di proprietà di Daily Nautica: https://www.dailynautica.com/rubriche/i-fantasmi-del-mare-nelle-due-albisole/
Fantasma sul lago
Il Banchetto degli scheletri in La Spezia
Il banchetto degli scheletri di La Spezia
Pieve di Santa Maria Assunta, importante luogo di culto per i credenti di Pignone, per i superstiziosi nasconde una macabra verità. La chiesa era costruita in un sito dove un tempo vivevano nobili. La gente di quelle parti veniva perseguitata da degli spettri, finché negli anni 50, il pavimento crollò, rivelando una tavola con degli scheletri seduti. Il parroco decise di dare pace agli spiriti, seppellendo gli scheletri. Da allora ci fu pace, ma alcuni affermano di sentire il pianto di un neonato; magari il parroco si è dimenticato di seppellire qualcuno.
Scheletro sdraiato
Le streghe gatte di Ellera
Le streghe gatte di Ellera
In una caverna abitavano delle bellissime donne che in realtà sono streghe buone che aiutavano gli abitanti di Ellera e dintorni. Un giorno però, quando i soldati di Napoleone invasero Genova, alcuni di loro trovarono le donne, abusando di loro. Le streghe, indignate, si trasformarono in enormi felini per difendersi. Di notte questi felini avrebbero sussurrato alla gente che se riusciranno a scacciare i soldati, gli avrebbero dato un sacco di monete d’oro. Il piano funziona e i soldati lasciarono Ellera, ma alcune delle streghe scoprono di essere incinte dando alla luce dei Basilischi, che ancora abitano nella caverna delle streghe.
Gatto selvaggio nella foresta
L’albero divino di Santo Stefano
L’albero divino di Santo Stefano
Nelle terre di Santo Stefano, il dio pagano Peu prese la forma di un albero dai poteri traumaturgici, accanto al mulino di Villa Cella. Gli ammalati venivano al cospetto della pianta per essere legati alle biforcazioni dei rami. Facendosi delle incisioni alle mani e ai piedi, i rami davano ai malati linfa vitale come cura alle loro malattie.
Albero sacro
Branco Doria
Branca Doria
un personaggio sanguinario, violento e senza scrupoli. Tanto che persino Dante Alighieri lo inserì nel suo Inferno anche prima di aspettarne la morte, nel girone della Tolomea, dove vengono puniti i traditori degli ospiti. Dante Alighieri aveva probabilmente incontrato Branca Doria quando si erano trovati entrambi presso l’imperatore Enrico VII di Lussemburgo, venuto in Italia; Dante vi si trovava per i suoi ideali, Branca Doria per interessi feudali; pare che in quell’occasione Branca Doria avesse persino schiaffeggiato il grande Poeta. Un’antipatia dovuta anche al fatto che Dante, alla corte dell’imperatore, era dedito a esporre le sue idee politiche, mentre Branca agiva nell’ombra e mutava a suo favore tali leggi e principi manipolando direttamente la debole volontà del sovrano. La fine di Branca Doria fu violenta, come la sua vita: con tutta probabilità venne catturato durante una sommossa a Sassari e brutalmente assassinato. La storia si mescola alla leggenda: si narra che a volte, di notte, nel cuore di Genova, compaia il fantasma di Branca Doria con le mani insanguinate che cerca di entrare nella chiesa di San Matteo, proprio vicino a quella che era la sua residenza, lasciando tracce di sangue su una colonna di marmo.
Chiesa San Matteo e Palazzo Doria, Piazza San Matteo, Genova
